Dopo i 40 anni molte persone iniziano a notare una difficoltà crescente nel mettere a fuoco gli oggetti vicini: leggere un'etichetta, guardare il telefono o infilare un ago diventano gesti sempre più faticosi. È la presbiopia, un naturale processo di invecchiamento del cristallino che riguarda praticamente tutti, prima o poi.
Quando arriva il momento di correggerla, la domanda che la maggior parte dei nostri clienti ci pone è sempre la stessa: meglio le lenti bifocali o quelle progressive? Vediamo insieme le differenze, per orientarti nella scelta più adatta al tuo stile di vita.
Le lenti bifocali: la soluzione tradizionale
Le lenti bifocali sono suddivise in due zone nettamente distinte: una parte superiore, più ampia, dedicata alla visione da lontano, e una porzione inferiore per la visione da vicino. Il passaggio tra le due aree è visibile come una linea orizzontale sulla lente.
Sono una soluzione semplice ed efficace, ma presentano un limite: mancano di una zona intermedia per le distanze "medie", come quella dello schermo del computer o del cruscotto dell'auto. Chi le utilizza deve quindi inclinare la testa per trovare il punto di messa a fuoco corretto, e il salto netto tra le due zone può risultare poco naturale.
Le lenti progressive: una visione senza interruzioni
Le lenti progressive superano questo limite offrendo una correzione graduale e continua: dall'alto verso il basso la lente passa dolcemente dalla visione da lontano, a quella intermedia, fino a quella da vicino, senza linee di demarcazione visibili.
Il vantaggio principale è la naturalezza: un solo paio di occhiali copre tutte le distanze di utilizzo quotidiano, dalla guida alla lettura, passando dal lavoro al computer. Lo svantaggio, nelle lenti progressive tradizionali, è un periodo di adattamento che può richiedere qualche giorno, durante il quale è normale percepire una leggera distorsione ai lati del campo visivo.
Un salto di qualità: le lenti biometriche B.I.G. EXACT Sensitive di Rodenstock
Negli ultimi anni la tecnologia ha permesso di superare molti dei limiti delle progressive tradizionali. Le lenti B.I.G. EXACT Sensitive di Rodenstock rappresentano oggi una delle soluzioni più avanzate sul mercato.
A differenza delle lenti progressive standard, calcolate su un modello di occhio "medio" valido solo per una piccola percentuale della popolazione, queste lenti vengono realizzate a partire da una misurazione biometrica individuale dell'occhio, effettuata in negozio con il DNEye uno strumento dedicato in grado di rilevare migliaia di parametri oculari specifici di ogni persona.
A questo si aggiunge un elemento in più: la sensibilità visiva individuale, cioè il modo unico in cui il cervello di ciascuno reagisce alle piccole distorsioni ottiche periferiche tipiche delle lenti progressive. Un algoritmo elabora questi dati per costruire una lente su misura non solo per l'occhio, ma per il modo in cui la persona percepisce visivamente il mondo.
I vantaggi concreti che i portatori riscontrano più spesso:
- una zona di visione nitida più ampia, in particolare nella parte intermedia e da vicino;
- una riduzione delle aberrazioni e dell'effetto "ondeggiamento" tipico delle progressive tradizionali durante i movimenti della testa;
- un adattamento più rapido, spesso già dai primi giorni di utilizzo;
- una visione più naturale e stabile in ogni situazione, dal lavoro al computer alla guida.
Quale scegliere?
Le lenti progressive rappresentano oggi la scelta da preferire per chi vuole una visione davvero completa: coprono ogni distanza con un'unica lente, senza la linea di demarcazione e senza il salto netto tipico delle bifocali. Le versioni biometriche come le B.I.G. EXACT Sensitive spingono ulteriormente questo vantaggio, offrendo un comfort visivo superiore in ogni momento della giornata, un adattamento più rapido e una visione naturale tra vicino, intermedio e lontano, senza compromessi. Le bifocali restano una soluzione più economica, ma comportano rinunce che le progressive, oggi, permettono di evitare.